È uno di quei giorni in cui non hai energie, quando tutto ti sembra impregnato dello stesso grigio del cielo, un giorno senza entusiasmi, senza sfumature, senza voglia di fare o di non fare, un giorno da disfare, da cambiare, da reindirizzare. Un giorno buono solo per prendere in considerazione, a una a una, tutte le cose che non vanno dentro e fuori di te. Ma poi non è nemmeno questo. Non so come trovare le parole.
Ma poi mi chiedo: a che pro cercare le parole giuste quando, prima di noi, qualcuno ha saputo esprimere straordinariamente questo malessere sottile che inquina l'anima e sembra scioglie nella trasparenza dell'acqua?
Parlo di una bellissima poesia di un grande poeta francese.
Riporto il testo originale perché questa cosa di cui sto parlando mi impedisce di tradurla in italiano
Comunque la poesia recita pressappoco così: «Piange il mio cuore come piove sulla città!»
Il pleure dans mon cœur
Il pleure dans mon cœur
Comme il pleut sur la ville;
Quelle est cette langueur
Qui pénètre mon cœur ?
O bruit doux de la pluie
Par terre et sur les toits !
Pour un cœur qui s'ennuie
O le chant de la pluie !
Il pleure sans raison
Dans ce cœur qui s'écœure.
Quoi ! nulle trahison ? ...
Ce deuil est sans raison.
C'est bien la pire peine
De ne savoir pourquoi
Sans amour et sans haine
Mon cœur a tant de peine!
(Paul Verlaine)
Un saluto speciale e un bacio a Lilla che mi aspetta sempre, anche quando non arrivo mai.

